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| Fonte: www.anfit.it/blog |
Nella nostra epoca, fatta di cambiamenti climatici ed emergenze ambientali, si da molto risalto (e direi anche giustamente!) al tema del risparmio energetico ed alla salvaguardia del pianeta. Tutto ciò, applicato alle nostre abitazioni, si traduce nella necessità di disperdere meno calore possibile ed isolarsi dall'ambiente esterno. Per queste esigenze tendiamo sempre di più ad isolarci, a progettare murature sempre meno traspiranti, ad eliminare ogni possibile spiffero, tutte azioni sacrosante se si vogliono abbattere consumi energetici e costi di riscaldamento.
Ma che effetti ci da avere in casa sempre la stessa aria? Ormai lo sanno anche i muri che la risposta è assolutamente negativa. Si deve quindi conciliare l'isolamento ed il risparmio energetico con la necessità di vivere in ambienti con l'aria salubre e pulita.
Il nemico in casa
A meno che non viviate in grandi città in zone molto trafficate, l'aria che c'è in casa è più inquinata di quella presente all'esterno.
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| Fonte: https://simacsolar.eu |
Infatti l'aria in casa non è altro che l'aria proveniente dall'esterno a cui vanno sommati gli inquinanti che si producono nella stessa casa: per quanto possiate essere maniaci dell'ordine e della pulizia, avrete sempre umidità prodotta dalle attività domestiche, ossidi provenienti dalle combustioni o da reazioni di cui nemmeno avete idea, allergeni vari ed eventuali, prodotti e sostanze chimiche liberate dagli elementi presenti in casa e gas naturalmente presenti in ambiente. Inoltre la vostra sola presenza in casa produce anidride carbonica e umidità derivanti dalla respirazione. Tutte queste sostanze restano in casa, si accumulano, stagnano nelle zone meno esposte della casa e con il tempo portano alla formazione di condensa, muffe, cariche batteriche elevate e acari, tutti potenziali allergeni e irritanti delle vie respiratorie.
Nessun problema, apriamo le finestre
Ni. Sicuramente l'apertura delle finestre è un modo immediato, economico e semplice per porre rimedio al problema. Ma la sua effettiva efficacia è dominata da molteplici fattori ed in più una cattiva gestione delle aperture fa decadere il discorso di isolamento e risparmio energetico enunciato all'inizio. Individuata, quindi, la necessità di arieggiare gli ambienti domestici, bisogna capire quale sia il metodo più efficace ed efficiente per salvaguardare sia la salute che l'ambiente (ed il portafogli). La norma UNI 10339 ci viene in contro per darci delle linee guida e dei parametri precisi con cui capire le effettive necessità per una corretta qualità dell'aria negli edifici: si evince che per ambienti residenziali, la portata di aria esterna o di estrazione ottimale dovrebbe essere di 0,5 volumi/orari, con un minimo di 0,3. Praticamente metà del volume d'aria presente nella stanza dovrebbe essere cambiato ogni ora.
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| Fonte: www.anfit.it/blog |
Applichiamo questo calcolo ad una stanza di 15 metri quadri e altezze 2,7 metri, per un totale di circa 40 metri cubi d'aria presente. Parlavamo di fattori influenzanti l'efficacia dell'apertura delle finestre ed è il momento di fare il primo distinguo: maggiore è la differenza di temperatura tra interno ed esterno e minore sarà il tempo di apertura necessario. In cifre parliamo di circa 5 minuti in inverno per arrivare a 30-40 minuti in estate. Tornando ai 0,5 volumi/orari, in inverno mi servono circa 10 minuti di apertura ogni 2 ore, per un totale di 2 ore al giorno. Un po' troppe forse? Stiamo comunque parlando di condizioni ottimali di esercizio, infatti al variare di umidità esterna, esposizione della finestra aperta, presenza di altre aperture, presenza di vento all'esterno, posizione della finestra nella stanza e tanti altri fattori, varia anche l'efficacia e la durata ottimale del tempo di apertura, non necessariamente in meglio.
Piccola postilla: vengono molto pubblicizzati gli infissi con la microventilazione, praticamente facciamo di tutto per isolarci e poi piazziamo uno spiffero volontario nei pressi del nodo parete-infisso, notoriamente molto delicato e soggetto alla formazione di condensa e muffa. Non aggiungo altro, a voi le dovute deduzioni.
Alternativa all'apertura della finestra
Una soluzione impiantistica che permette di ottenere ottimi ricambi d'aria senza preoccuparsi della dispersione di calore è sicuramente la VMC, ventilazione meccanica controllata.
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| Fonte: https://www.airplast.it |
Come funziona? Il fulcro del sistema è l'unità centrale, una macchina deputata al prelievo dell'aria esterna, la quale viene filtrata, trattata e immessa negli ambienti a umidità e temperatura stabiliti dall'utente. L'aria viene anche prelevata dalla casa ed espulsa all'esterno assicurando il ricambio necessario non prima di averne prelevato il calore attraverso uno scambiatore di calore. Si tratta della classica soluzione che viaggia nei controsoffitti e che sicuramente avrete notato in ambiente ospedaliero o in edifici adibiti ad uffici. Ovviamente la macchina riscalda o raffresca a seconda del periodo e delle esigenze.
Parlando di un impianto vien da sé che ci sono lavori da fare per implementarlo nelle abitazioni, a meno che non si operi su una nuova costruzione, ma rappresentano la soluzione ottimale al problema.
Qualcosa di più piccolo e discreto
Esistono soluzioni puntuali che danno ottimi risultati in termini di ricambi d'aria e recupero del calore: si tratta delle unità di ventilazione monostanza che integrano un recuperatore di calore direttamente nel sistema.
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| Fonte: https://www.caleffi.com |
L'impatto in termini di interventi è decisamente minore: si tratta di installare un tubo che metta in comunicazione lato interno e lato esterno di un singolo muro. Al capo esterno viene posizionata una griglia, un po' come quelle per l'areazione delle cucine a gas; al capo interno vi è tutto il meccanismo atto al prelievo dell'aria interna, vi è lo scambiatore di calore per il prelievo del calore che porta con sé l'aria esausta ed infine vi è il sistema di immissione nella stanza di nuova aria preriscaldata col calore recuperato. I diametri della tubazione variano a seconda della portata d'aria necessaria, quindi in relazione all'ampiezza della stanza e non si scende mai sotto i 10 centimetri. Logicamente, essendo un dispositivo puntuale, risulta indispensabile studiare bene il punto di installazione affinché si renda il più efficace possibile.
Vivere al meglio la propria casa va a braccetto con la qualità dell'aria che riusciamo ad ottenere e mantenere negli spazi dove viviamo e dimoriamo di più. Le soluzioni ci sono ed è bene implementarle al meglio per ottenere un risultato efficace, senza spreco di denaro ed energia.




