A seguito dell'avvento del Bonus 110% e di tutti gli altri incentivi fiscali legati all'efficientamento energetico delle abitazioni, quello che più ha fatto parlare di sé è stato l'isolamento termico degli edifici ed in particolar modo del cosiddetto CAPPOTTO TERMICO.
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L'isolamento termico dell'involucro disperdente (copertura, pareti esterne, primo solaio, ecc.) può essere posizionato sulla superficie interna o esterna dell'elemento architettonico oppure trovarsi all'interno di quest'ultimo. Nel caso specifico del cappotto termico parliamo di installazione di pannelli di materiale coibente posto all'esterno della muratura, proprio come faremmo con un cappotto in inverno, da cui il nome.
I pannelli così installati, sono sottoposti a numerose sollecitazioni che possono portare al loro distacco dalla muratura e procurare potenziale pericolo per chiunque. Per questo è molto importante dare il giusto peso al sistema di fissaggio alla parete e non trascurare ogni accortezza del caso.
I pannelli di coibente vengono solitamente incollati (fissaggio chimico) e successivamente tassellati (fissaggio meccanico).
Quali tasselli scegliere? Il test serve per rispondere a questo interrogativo sulla base di dati oggettivi. Infatti quello che si fa è testare varie porzioni della muratura, ovviamente dove si avrà la coibentazione, con i due tipi di tasselli più diffusi: quelli "a battere" e quelli "ad avvitare". Una volta infissi con un cubotto di coibente di prova per porli alla giusta distanza dalla muratura, vengono estratti con il macchinario che si vede in video. Lo strumento non è altro che un dinamometro che esercita una forza di trazione crescente sul tassello, simulando un distacco, misurando la resistenza riscontrata fino a quando il tassello non si rompe e si stacca.
A seconda del tipo di muratura di supporto si registrano valori diversi per i due tipi di tasselli, non necessariamente risultando inefficaci o sotto i valori soglia. A questo punto però va valutata la facilità di messa in opera insieme alla ditta che realizzerà il cappotto, in quanto le due tipologie di tassello hanno tempi di messa in opera differenti ("a battere" più semplici e veloci).
Il sito del consorzio Cortexa riporta, oltre a tutte le aziende consorziate che garantiscono per i loro prodotti sul mercato, svariati manuali rivolti sia a professionisti, che agli installatori ma anche ai privati per meglio comprendere il sistema cappotto e tutte le sue caratteristiche.
Nel campo dell'edilizia non esiste la ricetta universale per la risoluzione di ogni problema: questo è il tipo approccio utilizzato dalle ditte, le quali si fidano delle esperienze pregresse e tendono ad applicarle in serie per essere sicuri di portare a termine il lavoro forti della buona riuscita delle stesse tecniche in altri cantieri.
Lo stesso discorso vale per la progettazione del cappotto termico e dell'efficientamento energetico in generale, il quale deve sposarsi alla perfezione con l'edificio in esame e non scimmiottare altre installazioni su altri edifici, per non incorrere in problematiche successive. Una modifica fatta al progetto costa "solo" un po' del tempo del tecnico incaricato, invece una riparazione a valle di lavori già svolti costa un bel po' di denaro al proprietario/committente.
