12 marzo 2024

Lascia che ti spieghi: Barriere Architettoniche

Il 2024 è cominciato con la solita voglia di approfondire le mie conoscenze. Il tema delle barriere architettoniche è stato ampiamente trattato ai tempi dell'università, ma poi rimasto nei cassetti della memoria e mai applicato. Il tema però è sempre attuale e ho ritenuto utile approfondire la tematica.

Si associa sempre la disabilità all'omino in carrozzina, complice la simbologia applicata sulle indicazioni che facilmente ritroviamo per strada. La disabilità ha, però, diverse forme, anche non permanenti, tutte ugualmente meritevoli di attenzione nella progettazione architettonica.

Il concetto di abbattimento delle barriere architettoniche si fonda su due principi:

  1. DESIGN FOR ALL, che richiede di pensare ad ogni tipo di disabilità, basando la propria conoscenza anche sull'esperienza degli utenti per riconoscere tutte le caratteristiche che potrebbero costituire una barriera per alcune persone.
  2. UNIVERSAL DESIGN, la metodologia progettuale di uno spazio che possa incontrare i bisogni di tutti coloro che vogliono fruirne, indipendentemente dalla loro età, corporatura e presenza di condizioni di disabilità.
L'Universal Design, coniato per la prima volta dall'architetto Ronald L. Mace, vuole descrivere il concetto di progettazione ideale e si basa su 7 principi basilari elaborati per essere applicati al numero più ampio possibile di settori:
  1. Equità - uso equo, utilizzabile da chiunque
  2. Flessibilità - si adatta a diversi livelli di abilità
  3. Semplicità - uso facile ed intuitivo
  4. Percettibilità - trasmissione delle giuste informazioni sensoriali
  5. Tolleranza d'errore - minime possibilità di azioni non volute
  6. Contenimento dello sforzo fisico - usabile con minima fatica
  7. Misure e spazi sufficienti - spazi idonei ad accessi ed uso
Per approfondire: www.sociale.it

Ad oggi, in Italia, uno dei riferimenti normativi più importanti in materia è la Legge n. 13 del 09/01/1989, caposaldo per le successive normative di settore. E' possibile individuare tre distinte parti della legge, una prima dedicata alle previsioni per la costruzione di nuovi edifici e ristrutturazione di interi edifici, la seconda riguardante le innovazioni da attuare sugli edifici esistenti ed una terza dedicata alla concessione di fondi per attuare misure di superamento barriere architettoniche. Il decreto attuativo della legge, il DM 236/89, è invece il faro per i progettisti che intendo eseguire un progetto che tenga in considerazione il superamento delle barriere architettoniche attraverso specifiche disposizioni ed indicazioni anche dettagliate. Il decreto evidenzia 3 livelli di qualità dello spazio costruito, in ordine decrescente di livello di fruibilità:
  1. ACCESSIBILITA': il livello più alto, secondo cui è possibile fruire e raggiungere in autonomia, sicurezza e con facilità l'edificio, i singoli ambienti e gli spazi comuni.
  2. VISITABILITA': il secondo livello, per cui è previsto l'accesso agli spazi ed almeno un servizio igienico adeguato per unità immobiliare.
  3. ADATTABILITA': ultimo livello poiché costituisce l'opportunità di modificare lo spazio per renderlo fruibile anche a persone con ridotta/assente mobilità e/o capacità sensoriale.
Secondo la normativa vigente gli edifici pubblici dovrebbero garantire il requisito più alto, l'accessibilità, gli esercizi commerciali la visitabilità, mentre i singoli appartamenti e gli edifici unifamiliari devono garantire l'adattabilità. Sono ammesse deroghe per casi specifici, come per esempio l'impossibilità tecnica o si pregiudichi il valore storico dell'immobile.

Per approfondire: www.infobuild.it

    Cosa si intende per barriera architettonica?
Sono certo che il pensiero comune sia subito andato a delle scale, un ostacolo invalicabile per chi è costretto a stare su una carrozzina. E una rampa invece? Deve possedere le giuste caratteristiche di legge per non costituire barriera architettonica, come adeguata larghezza o adeguata pendenza, altrimenti resterebbe la difficoltà dell'essere percorsa in carrozzina.
In generale le barriere architettoniche sono tutti quegli ostacoli che si oppongono alla corretta fruizione da parte di persone con disabilità fisiche, cognitive o sensoriali (permanenti o temporanee) di uno spazio, un servizio o un edificio.
Per un soggetto con disabilità si possono individuare 3 diverse tipologie di ostacoli:
  • Ostacoli fisici, che creano disagio per la mobilità per chi ne ha ridotta capacità sia permanente che temporanea;
  • Ostacoli all'uso di attrezzature e componenti in modo comodo, facile e sicuro;
  • Mancate segnalazioni per ciechi, ipovedenti e sordi di orientarsi e riconoscere luoghi e pericoli.

Gli ostacoli fisici sono molto facili da individuare e ne abbiamo riconosciuti già alcuni: scale, gradini, rampe troppo ripide, porte troppo strette, arredi di dimensioni inadeguate, comandi e indicazioni irraggiungibili. Esistono anche le cosiddette barriere di localizzazione, percorsi difficili da percorrere o male organizzati che costringono a lunghi e difficili tragitti. Vi sono poi barriere percettive e sensoriali in cui rientrano le inadeguate segnalazioni per ipovedenti, ciechi e sordi, oltre che le barriere linguistico - cognitive per incompleta o poco chiara segnalazione.

Il concetto di disabilità e di barriera architettonica è molto più ampio e articolato di quel che l'immaginario collettivo ha ben presente, si pensi ad un anziano, ad una donna con passeggino, a bambini non accompagnati: ognuno ha la sua forma di disabilità, seppur momentanea, che non gli permette di utilizzare spazi e attrezzature che non siano correttamente progettati. La realizzazione di edifici e spazi che siano a misura di ogni possibile occupante è possibile e non pregiudica in alcun modo la sua funzionalità o estetica, basta fare le scelte giuste.

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