02 marzo 2024

Lascia che ti spieghi: Direttiva "Case Green"

Fonte: www.idealista.it

L'Unione Europea ha varato la Direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive), quella che in Italia è conosciuta come Direttiva "Case Green". La palla ora passa al Parlamento che dovrà ratificare il testo definitivo che diventerà legge dello Stato.

 La misura è ambiziosa e guarda certamente al futuro, ponendosi l'obiettivo delle emissioni zero entro il 2050. Ma conti alla mano potrebbe essere molto impattante anche per le tasche delle famiglie. 

Svisceriamo un po' di dati e cifre.

L'obiettivo finale stabilito dall'Europa è quello di arrivare alle zero emissioni entro il 2050, passando per una riduzione del 55% entro il 2030. I valori di riferimento sono le emissioni nocive del 1990. 
Ma la situazione in Italia qual è? Analisi Enea parlano di tre quarti degli immobili residenziali con una classe energetica inferiore alla D (ho parlato del significato della classe energetica in questo articolo). I dati ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) confermano queste stime, parlando di circa 9 milioni di abitazioni su 12,2 milioni che non sarebbero in grado di rispettare e garantire le performance richieste dalla UE. 
Sarà quindi inevitabile mettere mano al portafoglio per intraprendere interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio, per i casi più gravi si parla di cifre consistenti. Abbiamo visto come gli esborsi per il Superbonus 110% siano stati molto impattanti per le casse dello Stato, sarà quindi inevitabile attingere dalle tasche dei contribuenti per far fronte alla misura. Il team di Scenari Immobiliari ha realizzato per Il Sole 24 Ore una stima dell'impatto sulle tasche degli italiani della misura UE. Facendo riferimento a tipologie di immobili, caratteristiche fisiche e per numero di classi da saltare si è giunti a cifre tra i 20 e 55 mila euro per famiglia, senza nemmeno far riferimento al raggiungimento del grado di Edificio NZEB (Near Zero Energy Building).

Cosa ci chiede l'Europa nello specifico?

Gli obiettivi da raggiungere, fermo restando la possibilità per ogni Stato di decidere le modalità di raggiungimento del target, sono:

  • ridurre il consumo energetico degli edifici residenziali più inquinanti del 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035;
  • il 55% della suddetta riduzione dovrà provenire dalla ristrutturazione degli edifici con performance peggiori;
  • entro il 2050 il patrimonio edilizio di ogni stato dovrà essere a zero emissioni;
  • le nuove costruzioni private dovranno essere a zero emissioni già dal 2030;
  • dal 2040 non sarà più possibile installare caldaie alimentate solo a gas;
  • sugli edifici di nuova costruzione dovranno essere installati obbligatoriamente pannelli fotovoltaici.
Dunque una transizione green fatta per step graduali. Seppur sembrano lontani nel tempo, le prime incombenze cadono tra circa 6 anni per gli edifici messi peggio, che poi sono quelli che necessitano di interventi più incisivi. Si tratta della stragrande maggioranza del patrimonio edilizio italiano. 
Sarebbe opportuno intercettare ogni tipo di bonus o incentivo statale per intervenire gradualmente sull'immobile e non ritrovarsi a dover compiere investimenti massicci tutti d'un colpo. Lo stato, con grande probabilità, si muoverà in questa direzione sulla scia dell'esperienza maturata con Superbonus 110% e incentivi simili. 
Attraverso un'accurata diagnosi energetica, l'ingegnere può individuare le criticità maggiori dell'immobile ed intervenire in maniera mirata ed oculata. Ogni edificio ha caratteristiche (e problematiche) uniche che devono essere trattate singolarmente con interventi meno dispersivi possibili per le risorse economiche del cliente: la miglior soluzione possibile al minor prezzo possibile.