
Il nome del fenomeno può sembrare sconosciuto ai meno addentro al campo delle costruzioni. Guardando le immagini però potrebbero tornarvi alla mente svariati luoghi dove avete visto porzioni di solaio affetti da questo problema. Inquadriamo l'argomento: parliamo di solai, quindi sia il piano su cui poggiate i piedi (dove il caso non è visibile), sia il soffitto sopra le vostre teste, lato dal quale è possibile vedere il fenomeno. Infatti esso, per come è costituito il solaio, riguarda la parte inferiore dello stesso, quello che tecnicamente è chiamato intradosso del solaio. La stragrande maggioranza dei solai piani in Italia sono stati realizzati in latero-cemento gettati in opera (anche detti solai "a margherita"), quindi con una parte portante strutturale in conglomerato cementizio armato ed una di riempimento-alleggerimento in laterizio. La quasi totalità degli elementi in laterizio utilizzati sono cavi per alleggerire ulteriormente la struttura, con delle alette sulla parte laterale per poggiare sull'elemento portante. Il fenomeno dello sfondellamento riguarda il distacco della parte inferiore del blocco di laterizio e la successiva caduta di porzioni anche significative di intradosso di solaio.

Non è l'intero blocco a venir giù, è altamente improbabile, ma solo il suo fondello (o comunque non oltre 1/3 dell'altezza complessiva), da cui il nome del fenomeno. I segni premonitori del distacco sono scarsi ma i danni che ne conseguono non sono irrilevanti poiché il peso dei detriti sarebbe considerevole, pur non compromettendo la capacità strutturale del solaio. Le cause sono da ricercarsi nella geometria della sezione dei blocchi in laterizio: spesso si vedono ampi fori con setti verticali di esigua sezione a tenerli attaccati alla parte superiore. Anche il tipo di materiale, soprattutto se in là con gli anni, non risulta capace di sopportare gli sforzi di trazione a cui le pignatte vengono sottoposte, seppur in maniera marginale ma comunque non idonei al loro ruolo nel pacchetto di solaio. Non mancano errori progettuali e realizzativi, dettati anche dal poco studio fatto su queste tipologie di strutture all'epoca della realizzazione e a pochi dettami normativi esistenti. Inoltre non sono da sottovalutare i fenomeni di infiltrazione d'acqua, d'umidità e condensa e gli sbalzi di temperatura, tutti capaci di indurre sollecitazioni nella struttura o accelerarne il deterioramento.
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| Analisi sonica strumentale |
Cosa fare? Dicevamo che ci sono pochi segni premonitori, ma è bene comunque fare attenzione ai
piccoli segnali che potrebbero manifestarsi prima del distacco, ovvero
fessurazioni più o meno diffuse nell'intonaco,
rigonfiamenti,
porzioni distaccate,
macchie di umidità. Oltre ai controlli a vista si può procedere con accertamenti periodici non distruttivi come la battitura con un'asta per localizzare eventuali zone a suono "vuoto". Restano controlli soggettivi legati alla sensibilità di chi conduce le verifiche. Metodi di monitoraggio più sofisticati vedono l'utilizzo di termocamere, sonar ed endoscopie tramite piccoli saggi e carotaggi (metodo, però, micro-distruttivo). Laddove si accertasse la presenza di sfondellamento non ancora manifestatosi con la caduta dei detriti è necessario intervenire preventivamente e rimuovere la porzione di solaio distaccatosi.